Episodio pilota – Work in progress

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Avevo appena finito di disegnare sul foglio di brutta la tavola numero 3.

In quel momento mi sono sentita veramente felice, perché sentivo che quello era QUELLO CHE DOVEVO FARE.

tavola manga

Il 30 marzo 2013 mi sono messa al lavoro.

Si tratta di un breve capitolo extra, ambientato prima dell’inizio della storia. Ho scelto di partire da un capitolo extra perché è breve, così prendo confidenza con il disegno e la struttura delle tavole. Quando inizierò il manga vero e proprio spero di essere diventata più brava e sarà bello vedere l’evoluzione dello stile (spero tanto!), come se i personaggi da acerbi diventassero belli e “maturi”… come se da sperimentali, i personaggi diventassero definitivi… e poi non ho ancora le capacità necessarie per cominciare la storia vera e propria.

Il capitolo consiste solo in una conversazione tra due persone sedute in riva ad un fiume, e serve per far capire meglio i rapporti tra i personaggi.

Quindi niente scene dinamiche…. non posso diventare una bravissima fumettista, io voglio solo disegnare quello che mi piace e soprattutto dare voce e aspetto ai miei personaggi e alle loro storie.

Ovvio, vorrei che i disegni fossero belli e vorrei esserne orgogliosa… troverò un modo per non disegnare gli sfondi! Finché si tratta di alberi e rocce ce la faccio, ma vado in crisi con edifici ed interni di stanze. Vorrei vedere all’opera dei disegnatori veri e capire come fanno a disegnare gli sfondi. So come funziona la prospettiva ma applicarla mi risulta difficile, anche perché non ho un buon occhio per le inquadrature.

 

Come molti fumettisti che non seguono le logiche del mercato per vendere e non costruiscono le storie apposta per essere accattivanti, io affermo che i miei personaggi vivono di vita propria. Parlano molto, come fanno le persone normali, e io cerco di ricordare queste conversazioni per scriverle nella sceneggiatura. La storia la costruiscono loro con le loro azioni e le loro scelte, io non posso renderla accattivante o “vendibile”.
Questo per spiegare perché in questo episodio i due personaggi parlano e basta… no dai, c’è anche un cambio di scena nelle pagine finali.

Alcune pose e le mani le ho copiate da un libro giapponese di pose, mani e piedi. Non che le pose copiate mi siano venute meglio delle altre… ma sono sicura che con il costante esercizio migliorerò!

 

***

 

Martedì scorso ho finito di retinare le prime 6 tavole di questo episodio pilota. Da mercoledì a sabato ho cercato di rifare il name delle ultime 4 tavole, non mi convinceva. Da 4 tavole sono diventate 7. Riguardando le prime 6 tavole mi sono accorta di errori gravi che per fortuna potevo risolvere, altri non posso risolverli perché stanno proprio nella struttura del disegno e… va bene così, si va avanti, devo guardare avanti e imparare dagli errori. Non voglio che il perfezionismo diventi un ostacolo.

 

Continuo a pensare che non devo soffermarmi così tanto sui particolari, non devo essere COSI’ precisa… primo, perché ci vuole troppo tempo e questo è “solo” un episodio pilota. Secondo, perché la gente quando legge non le nota queste cose. Io sono lenta a leggere i fumetti perché mi soffermo ad ammirare i disegni e a capire come son stati fatti, ma questo perché voglio imparare… il lettore medio non si sofferma così tanto.

Faccio un esempio.
The walking dead. Ho letto il primo volume della raccolta, con gli episodi disegnati da Tony Moore, e ogni singola vignetta era bellissima, curatissima, stupenda. Ci ho messo una vita a leggere quel volume, sentivo di dovermi soffermare su ogni vignetta per rispetto al lavoro dell’autore. Pensavo a quanto tempo ci è voluto per realizzare dei disegni così belli e particolareggiati.
Poi dal secondo volume è subentrato Charlie Adlard e, dopo un attimo di smarrimento iniziale, ero contenta perché finalmente potevo concentrarmi sulla storia e non sui disegni, e la lettura risultava più veloce, non mi perdevo via.

Sarebbe bello se un lettore, un qualsiasi lettore, non disdegnasse un manga con pochissimi sfondi appena accennati perché, veramente, disegnare sfondi è un PITA. Noi (principianti) vogliamo solo raccontare una storia e questo è quello che abbiamo a disposizione, questo è tutto ciò che possiamo fare. Lo sappiamo che non siamo ancora bravi ma non possiamo permettere che questo ci fermi!

Insomma, io voglio disegnare solo quello che amo, e ci sono tante cose che non amo disegnare. Preferisco disegnare un beta flash piuttosto che un edificio in prospettiva o l’interno di una stanza. Ma se non disegno edifici ed interni è impossibile capire dove si trova il personaggio! Se non disegno un letto o una sedia, lo disegno seduto in aria il personaggio? XD
Non so bene come fare. Perché quando “disegno” un name non sto lì a pensare cosa so disegnare e cosa no, io faccio i miei schizzi pensando a ciò che è meglio per la storia.

 

Leggevo l’altro giorno sul libro delle pose e anatomie maschili che bisogna stare attenti a non disegnare con uno stile fuori moda. Questo vale solo per chi vuole farlo per lavoro, però, e/o vuole farsi conoscere nell’ambiente, ecc… perché io sono fiera del mio stile tremendamente fuori moda! Anche se cerco di prendere ispirazione da manga moderni che mi piacciono, le mie basi restano quelle, ho iniziato a disegnare con Sailor Moon, Ranma, The Slayers, Rayearth ecc… e mi piace QUELLO stile, per quanto riguarda i MIEI disegni. Poi da leggere amo e apprezzo un po’ di tutto.

 

 

 

EDIT:

L’episodio pilota è stato in seguito accorpato al capitolo 1, ma verrà tagliato in fase di restyling.

Se vuoi leggerlo, qui sono disponibili le ultime copie.

 

 

Josei manga italiano